Le immagini della telecamera privata è una prova anche se l’estrazione dei dati non rispetta il protocollo

Il supporto di memoria video, estratto dalla videocamera del centro commerciale, può essere usato come prova per “incastrare” il ladro di biciclette, anche se i dati non sono stati acquisiti con la procedura prevista dal Codice di rito penale. L’estrazione dei dati dal supporto informatico non è, infatti, un accertamento tecnico irripetibile. La Corte di cassazione, con la sentenza 13779, considera inammissibile il ricorso contro la sentenza di condanna, adottata con rito abbreviato, per furto pluriaggravato di una bicicletta, sottratta rompendo la catena.

Immuni, la app per il tracciamento dei contatti

È indubbiamente il tema più discusso di quest’ultimo periodo. Attorno a Immuni, la app di contact-tracing sviluppata dalla Bending Spoons non mancano infatti le polemiche. Come funziona? il download e l’utilizzo sono davvero a base volontaria? Che fine faranno i dati sanitari delle persone? Quali sono le linee guida imposte dall’Europa?

L’argomento più dibattuto di aprile 2020 è stato senza dubbio il tracciamento dei contatti tramite applicazioni dedicate, al fine di individuare i soggetti che si sono relazionati o avvicinati a persone successivamente risultate positive al coronavirus.

L’applicazione selezionata per perseguire tale obiettivo è denominata “Immuni” ed è stata sviluppata dalla Bending Spoons, Spa italiana, prescelta tra oltre 200 offerenti per la gratuità della cessione ma anche per la disponibilità a eseguire la discovery del codice sorgente e consentire così un effettivo controllo del suo funzionamento. Funzionamento che ha come obiettivo la registrazione degli spostamenti degli utenti e la registrazione dei dati di interazione dei dispositivi, tramite Bluetooth LE, con quelli di altri soggetti che si trovano nelle vicinanze.

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RILEVAZIONE TEMPERATURA CORPOREA: corretto utilizzo

Per la FASE 2 è determinante la corretta installazione dei sistemi di RILEVAZIONE TEMPERATURA CORPOREA considerati ormai determinanti.

8 CONSIGLI UTILI

01 INSTALLAZIONE ESTERNA

Anche se la maggior parte dei dispositivi ha protezioni che consentono l’installazione alle intemperie, l’installazione esterna è fortemente sconsigliata!!! Devi sempre tenere conto che questi sistemi sono degli strumenti di misura e la corretta installazione è imprescindibile. Le variazioni della temperatura influiscono sulla lettura dello strumento.

02 LUOGO INSTALLAZIONE

Scegli un luogo dove la temperatura sia costante, in assenza di correnti d’aria, lontano dalla luce diretta del sole e dalle relative rifrazioni. Se anche un solo requisito di installazione non sarà rispettato il dato ottenuto non sarà più attendibile.

03 VERIFICHE LUOGO INSTALLAZIONE

Verifica che nelle vicinanze del luogo prescelto non ci siano fonti di calore o di freddo (caloriferi, condizionatori, lampade, correnti d’aria).

04 DISTANZA DI LETTURA

La distanza corretta è fondamentale per la lettura della temperatura ed è variabile in virtù del prodotto acquistato. Verifica sempre la distanza ottimale del dispositivo dichiarata dal costruttore

05 SEGNALETICA

Verifica che la distanza corretta di lettura del dispositivo sia in conformità con quanto dichiarato dal costruttore, fai delle prove di lettura aiutandoti con un termometro e evidenzia il punto esatto con una segnaletica adeguata (ad esempio un cerchio sul pavimento) dove il soggetto dovrà sostare per la corretta lettura.

06 SOGGETTO IN ARRIVO DALL’ESTERNO

Per una lettura corretta, devi tenere conto della temperatura esterna. Il soggetto deve ambientarsi prima di sottoporsi alla misurazione (ove possibile si consiglia di creare un percorso prestabilito).

07 INQUADRATURA

Verifica che il campo visivo della telecamera sia libero da finestre, luce diretta del sole e fonti di calore o di freddo. Si consiglia di predisporre uno sfondo di colore neutro alle spalle della persona inquadrata

08 ACCURETEZZA DELLA MISURAZIONE TEMPERATURA

Ogni dispositivo ha le proprie tempistiche per raggiungere l’operatività ottimale, alcuni necessitano anche di parecchi minuti prima di poter essere a regime. Consulta il manuale d’uso e manutenzione del dispositivo acquistato per le tempistiche.

Questi dispositivi vanno utilizzati come strumento di supporto ed ausilio nella misurazione della temperatura della superficie cutanea umana. Le temperature corporee effettive dovrebbero essere ulteriormente confermate da dispositivi di misurazione clinica.

Ritorno al lavoro: quali le precauzioni da seguire

Con il progressivo calo dei contagi da Covid-19 la pandemia sta perdendo forza e ci apprestiamo a riprendere gradualmente in mano le nostre vite.

Vediamo quali sono i prossimi step e come verrà affrontata questa nuova fase dal punto di vista lavorativo.

Verso il ritorno alla normalità: la fase 2
Comincia una prima fase di allentamento delle misure imposte con il lockdown. Dal 4 maggio fino al 18 maggio, un lasso di tempo di 2 settimane, si comincia a fare le prove di convivenza con il virus. È prevista una lieve apertura agli spostamenti sul territorio regionale ed alle attività lavorative, purché siano svolte in sicurezza e con il rispetto delle distanze interpersonali per evitare il contagio. A partire da questa data potranno riprendere l’attività tutte le imprese impegnate nella manifattura ed il settore delle costruzioni, così come il commercio all’ingrosso funzionale a queste attività. Un’anticipazione all’avvio delle attività è possibile già dal 27 aprile con ulteriori limitazioni. Da questa data possono riprendere a lavorare, previa comunicazione alla prefettura locale, le imprese manifatturiere con attività a prevalenza export ed i cantieri per opere pubbliche specializzati in dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, edilizia residenziale pubblica e penitenziaria.

Quali attività ripartono dal 4 maggio
Tra gli allegati del nuovo DPCM del 26 aprile 2020 sono elencati i codici ATECO delle attività che possono essere riavviate dal 4 maggio. Tra questi:

codice ATECO 31: fabbricazione di mobili;
codice ATECO 33: riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature;
codice ATECO 35: fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;
codice ATECO 38: attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali;
codice ATECO 39: attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti;
codice ATECO 41: costruzione di edifici;
codice ATECO 42: ingegneria civile;
codice ATECO 43: lavori di costruzione specializzati;
codice ATECO 71: attività degli studi di architettura e d’ingegneria, collaudi ed analisi tecniche;
codice ATECO 74: altre attività professionali, scientifiche e tecniche;
codice ATECO 81.2: attività di pulizia e disinfestazione;
codice ATECO 81.3: cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole);
codice ATECO 82 attività di supporto per le funzioni d’ufficio e altri servizi di supporto alle imprese;
codice ATECO 95: riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa.
Per compilare questo elenco si è tenuto conto degli indici di rischio per ogni categoria, tenendo in considerazione l’esposizione al virus e la prossimità dei lavoratori, in base ad un documento elaborato dall’Inail e approvato dal Comitato tecnico scientifico.

Un nuovo concetto di sicurezza sul luogo di lavoro
Il cardine su cui si fonda la possibilità di ricominciare a lavorare dal 4 maggio è l’adozione di misure di igiene e sicurezza straordinarie. Per questo motivo prima di questa data le imprese potranno effettuare gli adeguamenti necessari per consentire l’adozione di tali misure.

A questo scopo il 24 aprile sono state sottoscritte linee guida da seguire, raccolte in un protocollo per la sicurezza nei cantieri e firmati dal Governo e da tutte le parti sociali come rende noto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Lavorare in cantiere in sicurezza: tutto quello che devi sapere
Le linee guida per l’intero settore edile sono state stilate dall’ANCE in collaborazione con la Commissione nazionale per la prevenzione infortuni, l’igiene e l’ambiente di lavoro (CNCPT) che raccoglie misure pratiche da adottare per imprese di qualsiasi dimensione, dove ogni figura ha i propri compiti. Questo documento deriva dal Protocollo delle Parti sociali confederali e recepisce il Protocollo del MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).

Il protocollo del 24 aprile prevede che la tutela della salute delle persone presenti all’interno del cantiere e la salubrità dell’ambiente di lavoro debbano essere garantiti in ogni momento.

Il datore di lavoro si impegna a rendere possibile tutto questo attraverso un’adeguata predisposizione del cantiere e delle aree ad utilizzo dei lavoratori così come si attiva per inserire nel cantiere segnaletica che illustri i provvedimenti igienico-sanitari da adottare.

Oltre alle regole che si applicano a tutti i cittadini e lavoratori, sui cantieri occorre seguire le norme di seguito elencate.

Informazione

Il datore di lavoro deve informare i lavoratori sulle regole fondamentali di igiene per prevenire le infezioni virali, attraverso le modalità che ritiene più idonee ed efficaci, ad esempio attraverso cartelli all’ingresso del cantiere. Se presenti lavoratori che non comprendono la lingua italiana bisogna fornire materiale nella loro lingua madre.

Opuscoli informativi prodotti dagli organizzazioni professionali di settore saranno distribuiti ad ogni singolo lavoratore.

Il lavoratore deve firmare un modulo fornito dal datore di lavoro in cui dichiara di aver ricevuto e preso visione del materiale informativo.

Cosa deve fare il CSE

Il Coordinatore sicurezza in fase di esecuzione (CSE) deve aggiornare il piano di sicurezza e coordinamento (PSC) facendo riferimento alle regole fondamentali di igiene necessarie per far fronte alla possibilità di contagio da Covid-19. Le indicazioni sono rivolte sia alle imprese ed ai lavoratori presenti in cantiere, sia agli eventuali visitatori, nonché ai fornitori esterni.

Come deve comportarsi il lavoratore

Il lavoratore rispetta tutte le indicazioni inerenti i comportamenti corretti da adottare e le regole fondamentali di igiene, per contrastare la diffusione del COVID-19 seguendo le disposizioni delle autorità e del datore di lavoro, tra queste:

  • mantenere la distanza di sicurezza;
  • osservare le regole di igiene delle mani che deve essere frequente, con utilizzo di acqua e sapone o soluzione idroalcolica fornita dal datore di lavoro;
  • tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene;
  • indossare correttamente guanti monouso per ogni turno di lavoro;
  • mantenere la distanza di 1 metro da altri lavoratori durante l’attività lavorativa;
  • le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità con quanto previsto dalle indicazioni dell’OMS;
  • evitare assembramenti nei locali per lavarsi, spogliatoi, refettori, locali di ricovero e di riposo.

Si sconsiglia l’uso promiscuo per gli attrezzi manuali, ma dove ciò non fosse possibile si deve provvedere alla preventiva igienizzazione degli attrezzi prima dell’utilizzo da parte di altri lavoratori.

In presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali il lavoratore ha l’obbligo di rimanere al proprio domicilio e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria. Se si verifica questa situazione il lavoratore ha l’obbligo di non fare ingresso o di non permanere in cantiere.

È precluso l’accesso al cantiere a chi negli ultimi 14 giorni abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al Covid-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS.

Cosa deve fare il datore di lavoro

Il datore di lavoro è tenuto a predisporre adeguatamente il cantiere e si occupa di informare i lavoratori sulle misure da adottare.

Prima dell’accesso al luogo di lavoro è tenuto ad effettuare il controllo della temperatura corporea del personale. Se la temperatura è superiore a 37,5° il lavoratore sarà isolato e dovrà attuare le procedure previste nel minor tempo possibile.

Mette a disposizione detergenti per le mani ed in assenza di acqua e sapone fornisce soluzioni idroalcoliche all’ingresso dei cantieri o negli spazi comuni.

Deve inoltre fornire specifici detergenti per la pulizia degli strumenti di lavoro individuali.

Se per raggiungere il cantiere è presente un servizio di trasporto organizzato dall’azienda, va garantita la sicurezza dei lavoratori facendo rispettare la distanza interpersonale di 1 metro o, nell’impossibilità di rispettare questa disposizione, facendo indossare guanti e mascherine monouso.

Gli orari di ingresso ed uscita dei lavoratori, così come le pause sono scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni. Se possibile occorre dedicare una porta di entrata e una porta di uscita da questi locali.

Precauzioni igieniche

La pulizia e sanificazione dei locali chiusi deve avere frequenza giornaliera e deve essere condotta da personale adeguatamente formato

In queste operazioni particolare attenzione deve essere dedicata alle superfici toccate di frequente, come maniglie, porte, finestre, servizi igienici e sanitari.

Nel caso si riscontrasse la presenza di una persona con COVID-19 è necessario intervenire con la pulizia e sanificazione dei locali secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute, così come alla loro ventilazione.

Viene effettuata inoltre la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica delle parti a contatto con le mani degli operatori come attrezzature e postazioni di lavoro fisse, pulsantiere, quadri comando, volante, postazioni di lavoro degli operatori addetti alla conduzione di macchine e attrezzature. La stessa procedura si applica ai mezzi di trasporto aziendali.

FASE 2: riprendiamo l’attività in totale sicurezza e tranquillità

Gentile Cliente,

ci stiamo avvicinando con fiducia alla Fase 2 dell’emergenza COVID, che ha modificato in modo profondo le nostre abitudini di vita e di lavoro.

Il 4 Maggio segnerà la ripresa graduale di molte attività produttive e commerciali, alle quali però è stato richiesto di adeguarsi a nuove misure di sicurezza, volte a tutelare dipendenti e clienti; attività come la misurazione della temperatura corporea all’ingresso e la sanificazione degli ambienti, diventeranno tali.

Fortunatamente, la tecnologia ci supporta in questa nuova fase, proponendo una vasta serie di dispositivi di misurazione termica come telecamere o body scanner di semplice utilizzo che possono rendere la ripartenza sicura per dipendenti ed operatori, così come sanificatori di ambienti il cui utilizzo garantisce un ambiente costantemente salubre.

LLA sistemi di sicurezza dal 1991 si occupa di tecnologie all’avanguardia, ed il supporto al cliente è sempre in cima alle nostre priorità. Grazie a questa esperienza, siamo in grado di fornirvi consulenza per aiutarvi nella scelta della soluzione che più fa al caso vostro, permettendovi così di adeguare la vostra impresa alle nuove necessità.

Infine, una buona notizia: Il Dl 17 marzo 2020 n. 18 (Cura Italia) ed il successivo Dl 8 aprile 2020-n.23 (Art.30) introducono un’agevolazione sotto forma di credito d’imposta per le spese di sanificazione e per l’acquisto di strumenti di sicurezza per contrasto diffusione Covid-19, nella misura del 50%, fino ad un massimo di 20.000 euro.

Non esitate a contattarci, senza impegno, siamo a vostra disposizione.

INAIL: rimodulazione delle misure di contenimento del contagio nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione

Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione

Premessa

Il periodo di emergenza sanitaria connessa alla pandemia da SARS-CoV-2 ha portato alla necessità di adottare importanti azioni contenitive che hanno richiesto, fra l’altro, la sospensione temporanea di numerose attività produttive.

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