La videosorveglianza nelle strutture scolastiche

Come conciliare la missione della scuola di formare cittadini liberi con la videosorveglianza, a cui sempre più si ricorre?

Negli ultimi anni la cronaca ha, purtroppo, portato alla ribalta numerosi episodi sia di bullismo tra gli studenti sia di aggressioni ai danni degli insegnanti, così come violenze nei confronti dei bambini delle scuole materne da parte delle stesse maestre. Si tratta di avvenimenti sconcertanti che scuotono profondamente l’opinione pubblica. Tuttavia, ad essi, si affiancano altre situazioni, sicuramente meno eclatanti, ma a loro volta urgenti sotto il profilo della sicurezza. All’interno e all’esterno degli istituti scolastici, permangono infatti alcune aree critiche che possono prestare il fianco a furti, danneggiamenti e manomissioni come i laboratori, i magazzini e le sale professori. Per questo, sempre più istituti scolastici hanno adottato e stanno cominciando a valutare l’inserimento di sistemi di videosorveglianza, generalmente all’interno di un dibattito piuttosto spinoso sull’effettiva opportunità di ricorrere a tale tecnologia in un ambito come la scuola. La scuola, infatti, si pone come soggetto che per missione forma i cittadini del futuro, ricorrendo all’autorevolezza anziché all’autorità. Perciò, per non pochi operatori del mondo della scuola adottare la videosorveglianza significa abdicare al proprio ruolo, optando per la “scorciatoia” dell’occhio del Grande Fratello rispetto al dialogo.